Posture scorrette e abitudini sbagliate: cosa devi sapere per cambiare! (parte 1)

Posture scorrette e abitudini sbagliate: cosa devi sapere per cambiare! (parte 1)

Eppure ognuno di noi le acquisisce senza accorgersi, per svolgere le attività di tutti i giorni. In questo articolo scoprirai come sfruttare questi automatismi per sperimentare nuove posture e abitudini più sane.

Posture e abitudini. Quando sono giuste e quando sbagliate? Ognuno ha le proprie abitudini…

Esse permettono di risparmiare energie mentali e fisiche per rispondere velocemente a scelte ed esigenze quotidiane.

L’abitudine si contrappone per definizione al cambiamento. La ricerca dice che la maggior parte delle persone, che sostiene di “voler cambiare”, finisce per reiterare le vecchie abitudini.

Possiamo dire quindi che le abitudini sono il nostro pilota automatico.

Diventano parte della nostra vita silenziosamente. Prova a pensare a come ti svegli, fai colazione, ti lavi o lavori: lo fai senza analizzare nel dettaglio ogni tua minima azione.

La postura stessa è un’abitudine: molti miei colleghi parlano difatti di “abitudini posturali“.

In lingua italiana la definizione di postura è “posizione nello spazio del corpo, o di parti di esso, in un determinato istante”. Forse avrai sentito parlare di posture statiche o dinamiche: le posture infatti cambiano in ogni momento!

Quello che accade è ci si abitua ad usare un numero sempre più ristretto di posture nello svolgere le nostre attività.

C’era una volta un’impiegata che passava 8 ore al giorno davanti al computer. Tornata a casa, era talmente distrutta da non avere la forza di uscire nemmeno per una passeggiata e si addormentava sul sofà.

Una mattina si svegliò con un tremendo mal di collo che le prendeva la testa.

Colpa della postura.

Mi disse Elisa portandosi le mani alle spalle, aggiungendo: -Eppure non ho mai avuto niente!-.

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Parlare di posture scorrette e abitudini sbagliate lascia il tempo che trova. Sbagliate o meno che siano, rivelano solo la scarsa resistenza nello svolgere un determinato compito. Nella fattispecie quello di fare l’impiegata a quelle condizioni.

Una postura non è l’alibi per spiegare la causa di un dolore o un disturbo. La scienza parla molto chiaro: per mantenere una certa postura senza per motivi lavorativi senza accusare dolori muscolari devi allenarti in modo adeguato.

Come nascono le abitudini

Ricordo la nonna quando, prima di darmi il bacio della buona notte, scaldava il letto con una grossa borsa dell’acqua calda, ma…prima dovevo lavare i denti, mettere il pigiama e recitare le preghierine.

Ricordo piacevolmente questa immagine di nonna e la strategia scientifica che usava per inculcarmi quelle che per lei erano buone abitudini.

La scienza riconosce l’esistenza di particolari condizioni, dette segnali, che favoriscono l’apprendimento di un’abitudine:

  • il luogo in cui ci si trova
  • una particolare ora del giorno
  • uno specifico stato emotivo
  • determinate persone che si frequentano
  • le azioni compiute poco prima

Hai presente quando suonano le campane? Pensi istantaneamente all’ora, vero? Ecco, i segnali attivano le abitudini come il suono delle campane: innescano una sequenza di azioni, pensieri o emozioni che in passato hanno prodotto un senso di gratificazione e sicurezza.

Quanto più spesso si presentano questi segnali, quanto prima un’abitudine viene memorizzata, automatizzata e attuata rapidamente a livello inconscio.

L’importanza di ripetere esercizi posturali sta proprio qui: molto più di esercizietti per muovere un’articolazione o rinforzare i muscoli. 

Perché sono utili certe abitudini e posture?

Arriva l’ora del pranzo. Mamma che fame!

Le prime abitudini che si acquisiscono sono quelle che soddisfano i bisogni primari.

Quante volte ti sarà capitato che un rapido sguardo all’orologio o un profumino invitante fosse sufficiente a creare una voragine nello stomaco e sentire un forte desiderio di riempirla.

Che tu ci creda o no il desiderio di sicurezza e gratificazione che provi dopo il pasto è ciò che ti spinge inconsciamente a innescare quella serie di pensieri, azioni e comportamenti che ti condurranno ad appagarlo.

Lo stesso accade per la postura. Ci serve per lavorare, rimanere concentrato/a nello studio, oppure per praticare uno sport.

Userai senza saperlo delle posture e dei movimenti frutto di anni di esperienza che ti sono stati utili per guadagnare soldi, superare esami o conquistare vittorie, nessuna “postura sbagliata”.

Molte organizzazioni lavorative, militari e religiose progettano ambienti, gerarchia del personale, regole e incentivi lavorativi per promuovere efficienzaproduttività e senso di appartenenza.

In ogni ambito si parla di abitudini con termini diversi, ma semanticamente simili come routine, rituali, script, corvée, linee guida o protocolli.

Le gratificazioni associate alle ritualità e alle abitudini quotidiane possono diventare però strumenti a nostra disposizione anche per sostenere atteggiamenti salutari, di prevenzione e crescita personale.

Prova a ritagliarti per esempio 5 minuti di tempo per fare

– degli esercizi da fare in ufficio dopo pranzo

– dopo una bella dormita per prevenire un mal di schiena al risveglio

– dopo una buona tisana prima di andare a letto

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Esiste un legame indissolubile tra postura e abitudini, fatto di esigenze, sogni e desideri che rimangono spesso inconsci. Per renderli concreti hai bisogno di fare ogni giorno qualcosa in quella direzione.

Il successo della tua rieducazione posturale dipende da quanto le nuove abitudini si scontrano col tuo stile di vita e la presenza di altri obiettivi a cui assegni priorità maggiori.

Ai miei pazienti rivolgo questa domanda

Cosa sei disposto a fare per non avere più dolore?

(continua…)

FONTE : Michele Chiesa – www.osteoclinic.it

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